News sulle staminali dal mondo

  • NOVEMBRE 2016 – Leucemia: Gli importanti risultati sul trapianto di cellule staminali cordonali, evidenziati da una recente analisi retrospettiva effettuata da un team del Fred Hutchinson Cancer Center di Seattle, con a capo un ematologo e ricercatore italiano, e pubblicata sul The New England Journal of Medicine.

    Lbimbo-nella-panciao studio ha comparato gli esiti clinici di 584 pazienti affetti da leucemie e sindromi mielodisplastiche sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche cordonali di unità donate a scopo solidale (non familiare) o a trapianto di cellule da donatori adulti non correlati (cellule staminali midollari o da sangue periferico), evidenziando che anche con trapianti da cordone si possono ottenere risultati davvero importanti con tassi di sopravvivenza superiori al 70%. Tale risultato è comunque significativamente maggiore rispetto a quello dopo il trapianto da donatore HLA-incompatibile. Nelle banche di sangue cordonale Mondiali sono attualmente presenti 710.414 unità, che sono a disposizione di tutti i Centri di Trapianto e quindi rappresentano una risorsa preziosa perché data la relativa immaturità immunologica delle cellule, consentono di superare le tradizionali barriere di compatibilità, permettendo di effettuare trapianti con esiti favorevoli anche tra soggetti non perfettamente HLA-identici.

     Articolo: Risultati Trapianti da Sangue Cordonale

  • Roma 10- 11 Novembre, Auditorium Antonianum “Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana”

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Obiettivi principali di questa seconda edizione sono l’aggiornamento circa le novità e le priorità che riguardano l’attività di donazione e trapianto, nonché la promozione di un confronto sui modelli operativi dei livelli e delle strutture in cui è articolata la rete

Programma e Riferimenti

 

  • Nuovi progressi della ricerca italiana per i trapianti di midollo osseo anche in pazienti che non hanno un donatore completamente compatibile (giugno 2016). 

Comunicato stampa – nuova terapia giugno 2016

 

  • Sangue cordonale: guida per informare i genitori attraverso le diverse opzioni, dalla donazione solidale alla conservazione per uso privato. Dal Consiglio d’Europa Immagine EUarriva la seconda edizione della  Guida “Umbilical Cord Blood Banking – A guide for Parents” adottata dal gruppo di esperti del Comitato Europeo per i trapianti di organi del Consiglio d’Europa (CD-P-TO) e preparata per fornire informazioni chiare precise ed equilibrate sull’uso del sangue cordonale.  La guida è consultabile nella sezione Approfondimenti.

 

 

 

 

 

 

  • News febbraio/maggio 2016. Sommario: Cellule killer per migliorare il trapianto di staminali da sangue cordonale; ITALIA – Staminali. Al via farmaco per trattamento ADA-SCID, 30 maggio 2016; Staminali. Mappatura nel sangue dopo un trapianto 27 maggio 2016; ITALIA – Due nuovi farmaci per malattie rare curabili solo con staminali compatibili, 4 aprile 2016         ITALIA – Staminali. Interruttore regola le loro centrali energetiche, 25 febbraio 2016                                                                                                                 

News febbraio – maggio 2016

 

  • Tumori, italiani “costruiscono” cellule in grado di sconfiggere le leucemie e allontanare i rischi di ricaduta. Repubblica.it, 16 febbraio 2016. Lo studio del San Raffaele di Milano, presentato a Washington, punta sui linfociti modificati geneticamente e trasformati in un’armata anti-cancro. Non solo: conservando per anni la ‘memoria’ della cura, queste cellule sarebbero anche una sorta di vaccino che impedisce alla malattia di ripresentarsi. Chiara Bonini: “Ora abbiamo alte probabilità di creare un medicinale che potrebbe ridurre la probabilità di recidiva”Repubblica.it – news 16.02.2016

 

  • Trapianti: studio, terapia riduce rischi malattia dell’ospite – USA, 07.01.2016. Uno studio i cui risultati dimostrano che con una nuova terapia si possono ridurre notevolmente i rischi della cosiddetta ‘malattia dell’ospite’, o ‘Graft versus host disease’ (Gvhd), la più pericolosa complicanza del trapianto di midollo osseo, è stato pubblicato sull’autorevole New England Journal of Medicine. Nello studio internazionale, che può avere importanti ripercussioni sulla pratica clinica di questo tipo di trapianto, tra gli ideatori c’è un’italiana, Francesca Bonifazi, trapiantologa al Policlinico Sant’Orsola di Bologna, che dello studio è ‘Senior Author’. L’ipotesi degli autori è che l’aggiunta di un siero contro i linfociti (globulina anti linfocitaria, ATG), al regime standard di preparazione al trapianto riduca significativamente la possibilità che insorga la ‘malattia dell’ospite’, senza pregiudicare l’efficacia del trapianto. Nello studio 161 pazienti affetti da leucemia acuta sono stati randomizzati a ricevere un regime standard e lo stesso ma con l’aggiunta di ATG, prima del trapianto da cellule staminali emopoietiche da cellule staminali periferiche di un fratello HLA identico (cioè con la massima compatibilità). Dopo 24 mesi di osservazione l’incidenza della complicanza Gvhd cronica è stata del 68,7% nel braccio di controllo, del 32,2% in quello sperimentale.La Gvhd è la complicanza più temuta nei trapianti di midollo. Nel trapianto di cellule staminali emopoietiche infatti si trasferisce nel paziente non solo l’emopoiesi (cioè la produzione del sangue) del donatore, ma anche il suo sistema immunitario. I linfociti del donatore sono da un lato parte della cura, visto che ‘attaccano’ non riconoscendole le cellule malate del ricevente. Ma possono spesso attaccare anche altre cellule del paziente, diventando una grave malattia (appunto, dell’organismo ‘ospite’) che lede gravemente organi e tessuti come cute, fegato, intestino od occhi. Con conseguenze che possono anche essere mortali. Di durata decennale, lo studio ha coinvolto 27 istituzioni tra Italia, Germania e Spagna, ed è stato ideato dal Nicolaus Kroger di Amburgo, Carlos Solanos di Valencia e appunto da Bonifazi dell’Istituto di Ematologia ‘Seragnoli’ del Policlinico di Bologna, che ha coordinato lo studio per l’Italia da cui provengono 90 dei 161 pazienti oggetti dello studio. Bonifazi da maggio presiede il Gitmo (Gruppo italiano per il trapianto di midollo osseo, cellule staminali emopoietiche e terapia cellulare), la più importante società scientifica nell’ambito del trapianto di cellule staminali emopoietiche in Italia. “Oggi sappiamo come fare un trapianto con rischi minori senza comprometterne l’efficacia – ha detto Bonifazi -. Questo studio definisce quale è il nuovo standard, e conoscere lo standard per qualunque terapia è fondamentale perché tutte quelle che varranno saranno confrontate con questa”. “L’articolo pubblicato oggi – ha commentato Michele Cavo, direttore dell’Unita operativa di Ematologia del Policlinico bolognese – è l’esempio migliore di come per il nostro istituto la ricerca sia al pari della attività clinica un modo efficace per aver cura dei nostri pazienti”. Al Sant’Orsola si eseguono ogni anni circa 1.500 trapianti di cellule emopoietiche.

 

  • Bambina malata di leucemia curata con terapia genica sperimentale, Londra 06.11.2015. È una bambina di appena un anno, malata di una forma molto aggressiva di leucemia, la prima persona al mondo ad aver ricevuto una terapia sperimentale a base di cellule geneticamente modificate che le ha permesso di far retrocedere il cancro. Ad annunciarlo sono i medici del Great Ormond Street Hospital di Londra che hanno avuto in cura la piccola e che descriveranno il caso al prossimo meeting della Società americana di ematologia (Ash), in programma dal 5 all’8 dicembre a Orlando, in Florida. Corriere.it – 6 novembre 2015