Il progetto

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La ricerca sulle cellule staminali e sulle loro possibili applicazioni terapeutiche sta suscitando da tempo crescenti aspettative sia a livello scientifico sia nell’opinione pubblica. Appare infatti ragionevole attendersi dallo studio di queste cellule, presenti con diversi assetti fisiologici nell’embrione, nel feto, nell’adulto, importanti informazioni sui meccanismi di controllo genetico ed epigenetico dello sviluppo, che potrebbero rendere attuali trattamenti terapeutici per gravi malattie.

Il progresso scientifico sulle cellule staminali comporta sempre una corretta informazione sul loro utilizzo e ha bisogno, per essere utile a superare molte gravi malattie, della solidarietà sociale, cioè di donatori e di donatrici di cellule staminali emopoietiche.

Nel mondo della salute del terzo millennio gli utenti non sono più semplici fruitori passivi delle decisioni prese dalle autorità sanitarie, ma assumono un ruolo primario e attivo nei processi decisionali legati alla salute. Il loro coinvolgimento nel sistema salute e un miglioramento obiettivo di esso si ottiene fornendo risposte in termini di bisogni informativi.

La nostra Associazione, assieme alle Associazioni che compongono la Federazione Italiana ADOCES, per ciò che riguarda la tematica delle cellule staminali emopoietiche ha da sempre cercato di diffondere informazioni reali ed oggettive sulla donazione, sugli impieghi e sui risultati ottenuti con il loro utilizzo, sia per quelle provenienti da donatore volontario sia per quelle ottenute dal sangue cordonale donato dalle mamme alle banche pubbliche.

Oggi si è di fronte alla criticità numerica di iscritti al Registro Italiano dei Donatori di Midollo Osseo e di unità di sangue cordonale (in particolare proveniente da donne immigrate): questa carenza non permette di trovare donatori per circa mille pazienti – per la metà bambini –, che ogni anno hanno bisogno di reperire un donatore volontario geneticamente compatibile.

Un recente sondaggio ha messo in luce che un italiano su due non conosce le cellule staminali, per questo riteniamo sia importante sviluppare ulteriori iniziative volte a favorire e implementare la comunicazione soprattutto fra i giovani, per renderli consapevoli dell’importanza di donare le cellule staminali emopoietiche e chiedere l’iscrizione al Registro.

Quale comunicazione adottare per affrontare la tematica? Siamo partiti dall’indagine condotta in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari di Venezia che ha esaminato le risposte di più di mille questionari compilati da studenti delle quarte e quinte classi di diversi Istituti superiori della provincia di Treviso.